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UNA STORIA DAVVERO IBRIDA

L'IBRIDO HOT SIX (pagina myspace) č una formazione dall'organico atipico, composta da musicisti di diversa estrazione linguistica, uniti dal comune interesse per la composizione, la rielaborazione, l'esecuzione e l'improvvisazione.
Il significato del termine "ibrido", inteso come musica sempre in bilico tra scrittura ed improvvisazione, in rapporto sinergico tra un impianto prevalentemente jazzistico e i modi e le sonoritā desunte dalla tradizione eurocolta (e non) del novecento e contemporanea, ha accompagnato i diversi momenti della storia del gruppo, nato nel 2000.
L'ensemble ha pubblicato, in quintetto (Antonio Apuzzo: ance, Pino Capomolla: flauto, Gianni Di Ruzza: oboe, Giuseppe Tortora: violoncello e Gianluca Taddei: contrabbasso), nel 2006 il Cd "Nothing to kill or die for" (Blondrecords), presentato alla Casa del Jazz di Roma e segnalato sul sito ufficiale dei Gentle Giant. Il brano omonimo č stato inserito nella fase finale dell' "International Songwriting Competition 2007".
Il nuovo lavoro, in sestetto (Antonio Apuzzo: ance, Francesco Fratini: tromba, Pino Capomolla: flauto, Gianni Di Ruzza: oboe, Sandro Lalla: contrabbasso e Gianluca Taddei: contrabbasso), presenta un repertorio "tripartito" in cui convivono composizioni originali, rielaborazioni di brani scritti da grandi autori di jazz moderno e contemporaneo (Dolphy, Coltrane, Mingus, Coleman) e 3 pezzi tratti dal repertorio dei Gentle Giant.
"L'Eclisse - musiche invisibili per 6 esecutori e 11 strumenti , pubblicato nel 2009 dalla Dodicilune, č il secondo capitolo della storia musicale dell'IBRIDO HOT SIX.

"Il gruppo si potrebbe inserire -con tratti di sicura originalitā- in un filone che č stato chiamato Third Stream Music". (Luigi Onori - presentazione Cd).

"Ne risulta una narrazione distesa e avvolgente, in cui convivono distacco e partecipazione, densitā jazzistica ed elegante virtuosismo". (Libero Farnč - Musica Jazz 2006).

"Un esordio di buone speranze che traccia linee di idee musicali fresche e immaginifiche" (Michele Chisena -All about jazz 2006).

"Concentrandosi su Jazz, Musica da camera e Rock, gli esecutori hanno agito come artigiani, lavorando di fino con eleganza esemplare ed in modo certamente non prevedibile." (Achille Zoni - Jazzitalia 2006).

"Shock cameristico dalle fosche tinte vissute. Un lagunare viaggio attraverso i meandri del jazz fatto con una barca di solido nerbo classico." (Alceste Ayroldi - Musicablack 2006).